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martedì 29 maggio 2018

GDPR: la Normativa in difesa della Privacy.









Ovunque navighiate sul Web, o all'apertura di moltissime App o nella vostra casella email, in questi giorni le richieste di aderire al GDPR europeo fanno mancare l'aria un po' a tutti.
Cosa sta succedendo? Dal 25 maggio ogni App / Sito comunitario dovrà specificare in che modo utilizza i dati degli Utenti che lo visitano. Sono coinvolti tutti i servizi per il rilevamento della posizione geografica, dei parametri legati alla salute rilevati direttamente da smartphones o da altri dispositivi ad essi connessi, le transizioni bancarie SEPA / MAV / RAV (...), la prenotazione di visite mediche specialistiche su portali pubblici, etc etc... 
Laddove i nostri dati saranno forniti a terzi, il GDPR impone di dichiarare lo scopo: per fornire statistiche / servizi all'Utente di cui lo Sviluppatore non è licenziatario o per "vendere" i nostri click. In questo caso, vi segnalo che le tempistiche per avvisare noi Utenti di un eventuale furto di dati collettivo subìto da terzi tramite hackeraggio di un Server scende a 72 ore, altrimenti scatterà una penale salatissima per lo Sviluppatore che avvia le indagini con le Forze dell'Ordine ma non avvisa gli Utenti coinvolti dell'accaduto.
Anche l'età minima per poter effettuare una segnalazione in prima persona ad un portale, per esempio per denunciare episodi di cyberbullismo sui social, si abbassa per tutti gli Stati UE a 13 anni (in linea con l'ordinamento del Garante italiano).
E, non meno importante, sarà obbligatorio per gli Sviluppatori dichiarare per quanto tempo App o Sito memorizzeranno i nostri dati. Oggi, purtroppo, è "prassi" per molti Sviluppatori avvalersi di consensi scaduti da anni per accedere ai nostri dati e cederli agli inserzionisti per raccogliere soldiDopo il caso di Cambridge Analytica e del suo uso scorretto di policy scadute nei confronti degli utenti di Facebook, infatti, è giunto il momento di essere chiari una volta per tutte su ciò che lasceremo visibile in Rete ad ogni visita ad un Sito o usando apparecchiature elettroniche connesse (IoT) e su come queste informazioni verranno utilizzate.

Il GDPR è una vera rivoluzione!

Supermercati online, Siti di giochi, portali e social network, uffici della pubblica amministrazione e, chi più ne più ne metta, dovranno visualizzare un pannello con tutte le informazioni utili su come verranno trattati i nostri dati prima di farci iniziare la loro consultazione, che avvenga da Web o da App.
Questa nuova Normativa va intesa in un piano più ampio di trasparenza del Web voluta dai Paesi UE almeno quanto l'obbligo di avvisare gli Utenti di un qualsivoglia Sito internet sull'uso di Cookies: quei piccoli documenti che, principalmente, forniscono ad App / Siti il nostro IP e, dall'analisi delle nostre ricerche recenti in Rete e al tracciamento della nostra posizione geografica, permettono di ricevere pubblicità localizzate nella nostra lingua di offerte commerciali sottoscrivibili nello Stato in cui ci troviamo. La strategia degli inserzionisti per "fatturare", infatti, necessità d'informazioni sulle nostre digitazioni nei motori di ricerca o nei portali di e-commerce per proporci banner pubblicitari più appetibili. E, quindi, aumentare la nostra voglia di fare click su di una pubblicità.



Il GDPR, viste le crescenti frodi legate alla violazione della Privacy, è più restrittivo delle precedenti Norme: tant'è vero che più che leggere di Aziende che si sono già uniformate alla Normativa, il Web riporta situazioni imbarazzanti legate al blocco del funzionamento di molti prodotti connessi. Avete letto bene: alcuni frigoriferi e lampadine smart (cioè programmabili via internet), molti accessori per videogiocatori e prodotti IoT per la domotica casalinga, anche costosi, finché non riceveranno un aggiornamento del firmware (il loro Sistema Operativo) conforme al GDPR saranno buoni solo come fermacarte!
Che sia un esempio di come l'Europa risponda ai propri cittadini tutelando l'uso dei dati personali? La verità è che si sono accumulate decine di class-actions contro le precedenti Norme del Parlamento Europeo, considerato "complice" dei furti dei nostri dati per esser stato per troppi anni permissivo coi controlli o addirittura incapace di legiferare la materia.
Quindi, dal 25 maggio, ogni Sviluppatore Software è tenuto ad adeguare le Policy d'uso e i propri Sistemi Operativi per continuare la sua "missione" di rendere più connessa la nostra vita con quanti più apparecchi possediamo. Altrimenti, anche se il frigorifero dell'esempio precedente continuerà a funzionare senza poter ordinare la spesa online, molti clienti si lamenteranno ancora con la UE di aver speso migliaia di euro per un elettrodomestico comandabile a distanza ma che, a causa di una sua Legge, è stato "castrato" proprio sulle funzioni che lo rendono più costoso!
Gli Sviluppatori hanno quindi iniziato a mostrarci gli avvisi relativi alle nuove Policy ma, per un fattore di costi esorbitanti di sviluppo, si sta facendo largo un'altra spinosa questione: quali prodotti saranno realmente aggiornati? Non pensiate, infatti, che ogni Produttore lavorerà sul suo intero catalogo: piuttosto, sono stati annunciati aggiornamenti per i prodotti più recenti o con numeri di vendita molto alti. Quindi, se siete tra i "pionieri" di apparecchi per la domotica o il gaming sappiate da ora che potreste non vedere mai la compatibilità tra i vostri apparecchi e il GDPR. Che abbiate speso "capitali" o no, sarete obbligati ad aggiornare il vostro parco dispositivi per colpa di una Legge comunitaria e non per l'obsolescenza dei vostri acquisti.



Molti mi chiedono:
- Se questi nuovi Termini d'uso implichino di essere accettati PRIMA di utilizzare una qualsiasi App / Sito o questi, non accettandoli, non funzioneranno più.

No. Il GDPR raccoglie solo le Norme di condotta di un'App / Sito che ha bisogno di raccogliere i nostri dati per redarre un archivio su un proprio sito.
Non è l'Organo che esegue i controlli. È solo il testo che contiene le regole.
Viene visualizzato dal 25 Maggio e ne va semplicemente presa visione, per conoscenza.

- Se sia necessario farsi "tracciare" con la geolocalizzazione, quando richiesto da un App / Sito, per far valere il GDPR.

No. Essendo un "comunicato in formato digitale", la geolocalizzazione serve all'App / Sito e non agli Organi di vigilanza della UE che verificano solo il rispetto delle Norme.
Se utilizzate un'App per allenarvi nella corsa, ad esempio, i dati raccolti durante il vostro allenamento stabiliranno il raggiungimento della distanza che vi siete prefissati e, al suo termine, saranno sommati ai vostri precedenti resoconti.
Il GDPR avrà valenza solo se i dati raccolti dall'App / Sito non saranno solo elaborati durante le sessioni, come acconsentito al primo utilizzo, ma ceduti a terzi per visualizzare banner pubblicitari "mirati" SENZA che siate stati avvisati di tale passaggio in attivazione dei servizi.
 
- Oppure, se implicano un pagamento, una tantum o un canone.

No. È solo un'Informativa. Il GDPR non è un abbonamento.
Per fortuna, la UE non chiede alcuna tassazione per regolamentare la nostra privacy.

martedì 22 maggio 2018

NUOVA App Ubi Banca (4.0).

Finalmente è stata rilasciata la nuova Ubi Banca.


Al primo login vi verrà chiesto di inserire la password del vostro conto manualmente:



Poi, potrete accedere alla nuova Home e personalizzarla:


Scegliendo le funzioni bancarie / impostazioni in modo più rapido:






Anche il layout del conto è più leggibile:


Col tasto "+" potrete aggiungere funzioni.



Una gradita novità riguarda l'App per Apple Watch.


Una volta sincronizzati iPhone ed Apple Warch, potrete visualizzare gli ultimi sei movimenti del conto e il relativo dettaglio:



Scorrendo verso sinistra la schermata di riepilogo del conto corrente / bancomat, leggerete gli ultimi sei movimenti effettuati con una carta di credito Hybrid.


Oppure, eventuali movimenti effettuati con carte di credito virtuali compatibili con Apple Pay.

mercoledì 16 maggio 2018

Google Play Edicola cambia pelle: nasce Google News.

Nell'Era dei vari portali di news e delle App  generaliste dedicate quali Flipboard e News Republic, o specifiche di un canale all-news quali TGCom24 o SkyTG24, o integrate in iOS come Apple News (disponibile tra i widget nel pannello a sinistra della prima schermata Home) mancava solo l'aggiornamento dell'ormai più che decennale Google News e Meteo.

Da qualche anno, infatti, Google lo ha affiancato a Play Edicola per iOS e Android, un aggregatore evoluto di news che riprende il funzionamento dei feed RSS molto in voga alla fine degli anni duemila e dai portali generalisti menzionati sopra: analizzando gli articoli aperti dall'utente, infatti, genera un flusso di articoli personalizzato in continua evoluzione secondo gli argomenti più letti o cercati.

Ora, anche Play Edicola si evolve in Google News  con un'intelligenza artificiale più veloce nell'elaborare gli articoli da proporci. Così, non solo si mette al pari dei concorrenti ma aggiunge alcuni suggerimenti video da Youtube, scelti dal nostro flusso se siete loggati con lo stesso Account, variegando così l'offerta.



In alto troviamo l'accesso al nostro profilo:





E alle nostre impostazioni.
Interessante la possibilità di ricevere notifiche personalizzate in base a tutte le nuove notizie (il telefono vi avviserà moltissime volte nell'arco della giornata della pubblicazione di nuove news) o solo le più importanti:



Ogni notizia non riporta il nome della fonte come Play Edicola ma, in modo più allegro, il logo del sito da cui è rilasciata..


 
In basso alla maggior parte delle notizie sono disponibili due pulsanti:

Il primo apre tutte le fonti giornalistiche che discutono della stessa notizia:



Nota: alcuni pannelli sono scorrevoli lateralmente:



Il secondo, tra gli altri, mostra il menù di condivisione:



In basso, invece, potrete selezionare uno dei quattro menù per la consultazione delle notizie:





Una ventata d'aria fresca era quello che ci voleva per rivitalizzare un'App con un bacino di utenti (pensate a quanti milioni di Account Gmail ci sono nel mondo!) così vasto.

venerdì 11 maggio 2018

A volte le novità ci sono... Ma non si vedono.

Come sanno i Lettori più affezionati al mio blog, non sono tra gli appassionati alla scrittura e ad Apple che recensisce ogni App pubblicata nello Store ma, piuttosto, studio e descrivo come le Applicazioni interagiscono tra loro aiutandoci nella nostra quotidianità.

Questo articolo è dedicato anche ai tanti sostenitori di un fantomatico non-cambiamento dei nuovi Sistemi Operativi Apple: infatti, come vi descriverò tra poco, di novità ce ne sono. E molte, anche. Solo che non vengono sponsorizzate ampiamente al grande pubblico come meriterebbero.
Ammetto che siano per lo più argomenti tecnici, ma sono proprio questi aspetti a farci ammettere che lo sforzo mentale compiuto, ad esempio, nel passare dai Telefonini Cellulari con tastiera fisica agli attuali Smartphone così simili ai Computer fosse giustificato.
Poi, ammettiamolo: rispetto all'iniziale euforia per il mondo della telefonia mobile, oggi come oggi pretendiamo sempre più di fare poche operazioni con lo Smartphone e, possibilmente, in modo semplice. Di certi tecnicismi nemmeno ne vogliamo sentire parlare: non abbiamo più voglia di imparare, di andare oltre le due schermate Home che abbiamo nel nostro dispositivo e aggiungere funzioni che non reputiamo necessarie (finché non siamo nei guai e, allora, scarichiamo una manciata di utility!). Non è una critica a nessuno per la scarsa curiosità verso le nuove possibilità offerte dalle attuali App ma la semplice constatazione della realtà: oltre alle Applicazioni di messaggistica, di interazione coi social e di modifica delle foto, la maggior parte della gente non ha l'ottica di spingersi.
Per questo, trovandomi di fronte ad un problema che può capitare a chiunque, mi si è accesa una lampadina in testa e ho deciso di scrivere questo articolo: solo poco più di due anni fa, infatti, per compiere le operazioni che sto per descrivere non bastavano così pochi passaggi! Tutt'altro...



Recupero di files musicali presenti su iPhone ma cancellati per errore dal Computer.

Di sicuro può essere uno dei fattori di maggior sconforto tra gli Utenti quello di cancellare erroneamente una cartella contenente musica dal proprio Mac.
Tale musica, infatti, se inserita in una playlist iTunes e sincronizzata con un iPhone, sarà eliminata dal dispositivo alla prossima sincronizzazione!
Come fare prima di perderla completamente?
Come ripristinare le tracce cancellate dal proprio Computer?
Se la musica in questione inizialmente proveniva da CD Audio sarà sufficiente rippare nuovamente il disco (se in  vostro possesso) e ricostruire la playlist in iTunes. Dopo la prima sincronizzazione, la nuova playlist risolverà il problema essendo presente sia in iTunes che sia sul dispositivo.
Ma, se le tracce originali non fossero state importate sul Computer da CD perché provenienti da download non legale, o dalla copia via memoria esterna USB, il problema di ripristinare le tracce sul proprio Computer si complica: infatti, iTunes può organizzare files musicali presenti sul proprio Mac / PC, creare playlist con svariate informazioni per ogni traccia, riprodurre la musica sul Computer e copiarla su un dispositivo... Ma non può importarla da esso.
Ci viene in soccorso iMazing (disponibile senza pagare nulla a questo link), col quale è semplicissimo leggere il contenuto di un iPhone.
Infatti, prima della "liberalizzazione" di Apple dei metadati, le info supplementari contenute in ogni files multimediale, sarebbe stato molto complicato effettuare il recupero della musica così in fretta. iMazing provvede a catalogare i contenuti multimediali presenti nel dispositivo (musica, foto e pure gli ebooks) e analizzare i loro metadati: anche i TAG ID delle canzoni, così da visualizzare titolo, artista, album etc etc... anziché il solo nome del file, fatto di lettere e numeri.



Potendo così scegliere in che ordine visualizzare non solo un brano presente nell'iPhone, ma perfino la playlist nella quale esso è contenuto, in una manciata di secondi potrete selezionare le tracce perse sul vostro Mac e importarle sul Computer manualmente trascinandole in una cartella a vostra scelta.



La funzione è disponibile sia col drag-and-drop che manualmente:





Al termine dell'operazione 



Dalla finestra del Finder contenente i files importati, selezionateli e trascinateli in iTunes.

Create una nuova playlist coi files appena aggiunti nella libreria di iTunes:





E abbiate cura di programmare per tutti i brani della playlist la riproduzione dall'ultimo punto di ascolto e "VA" (Various Artist) nel Tab [artista album].

La vostra musica cancellata per errore è ora di nuovo al suo posto.
Sincronizzate l'iPhone per sostituire i brani presenti al suo interno con questi per evitare errori di sincronizzazione in futuro, e il problema sarà risolto.



Eccovi dimostrato che anche i cambiamenti al Sistema che non vengono pubblicizzati alle conferenze Apple né negli spot TV o Web possono rappresentare una novità importante di un nuovo OS. Una di quelle per cui non si può continuamente ripetere: «Eh, ma ormai di novità non ce ne sono più! 'sti iPhone e Mac sono sempre uguali!»